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“Ciao, sono il grafico che ha fatto questo.
Intendo, quello che ha progettato il pattern di fiori che trovate sulla plastica interna che protegge la parte adesiva dei salva-slip di una delle marche più famose di assorbenti e affini. Si tratta, per chi non lo sapesse, di un foglietto di plastica leggero su cui è incollato il salva-slip insieme al quale è ripiegato due volte su sé stesso e imbustato in un piccolo sacchettino quadrato, ovviamente rosa, ma quello privo di qualsiasi elemento grafico. Il sacchettino quadrato a sua volta è messo insieme ad altri sacchettini in uno scatolo di cartone rettangolare, che poi sarebbe la confezione che trovate sugli scaffali al supermercato. Rosa.
Ho deciso di parlare perché mi rende molto triste il fatto che la gente non faccia caso alle piccole cose.

Vorrei si sapesse, una volta e per sempre, che tutto ciò che ci passa tra le mani è grafica. Tutti gli oggetti che utilizziamo quotidianamente hanno alle loro spalle un team di progettisti all’interno del quale c’è un team di graphic designers all’interno del quale c’è sicuramente uno junior graphic designer come ero io quando mi vennero a chiedere di mettere qualcosa di carino sul foglietto di plastica che protegge la parte adesiva dei salva-slip di una delle marche più famose di assorbenti e affini. Io nemmeno sapevo cosa fosse un salva-slip.
Avevo solo due ore per consegnarlo e nessuna indicazione precisa, tranne che la stampa sarebbe stata monocromatica (per abbattere i costi di produzione) e che tutto il resto della confezione sarebbe stato rosa.

Ipotizzai che i foglietti sarebbero stati ottenuti passando un rullo sotto al macchinario, e che quindi il taglio non sarebbe mai stato preciso. Da subito quindi esclusi l’utilizzo di forme geometriche lineari, come bordi, quadrati o rettangoli. Avrebbero fatto un bruttissimo effetto se disallineati. Bisognava metterci qualcosa che stesse bene anche storta. Dei cerchi – pensai – il cerchio cosa può richiamare? Sicuramente è la forma perfetta, come è perfetta la donna? No…banale. Anche le ovaie sono rotonde? Vabbè ma questo non è un assorbente, è un salva-slip. Allora no. Almeno, non solo cerchi. Ragionai sulle parole dello spot…fresco…delicato…camomilla…fiori! Sì, dei petali o dei fiori! Sono leggeri, delicati…e la camomilla viene da un fiore, no? Accidenti, la prima mezz’ora è passata. Devo darmi una mossa.

E così mi misi a cercare online le forme più carine di petali per prendere ispirazione e montai i fiorellini che vedete. Alla fine in mezzo ci misi anche i cerchi di prima, per non farlo sembrare monotono. A voi sembra facile perché non avete mai creato un cazzo di bello al computer, solo cose inguardabili che un vero grafico non farebbe mai. Ma createla voi la corona di petali tutti inclinati allo stesso grado e posizionati alla stessa distanza tra loro e dal centro. Voglio proprio vedere che sapete fare.

Di una cosa mi sono dispiaciuto: avevo alternato i fiori dando un magenta (rosa per voi) del 50% al alcuni e del 100% ad altri, ma in stampa questa differenza cromatica non è abbastanza evidente e sembra soltanto che alcuni punti del pattern siano scoloriti.

Quando alle 17:59 il mio supervisore venne a vedere a che punto ero, disse soltanto «Anche io avrei messo i fiori» e inviò il file in approvazione all’Account Manager. A mio avviso liquidò la faccenda con troppa superficialità. Sarà pure una cosa piccola, ma è una cosa che migliaia, forse milioni di persone usano ogni giorno. Vuol dire che oggi, in tutto il Paese, ci sono milioni di persone che ogni mattina aprono il sacchettino quadrato e ci trovano dentro il mio pattern.

A me non sembra una cosa da poco. Se fossi io l’Account Manager andrei dalla marca che è una delle più famose di assorbenti e affini e chiederei di fare uno sforzo economico per produrre più stampe differenti di adesivi. In questo modo potrei metterci pattern diversi, che so, su uno i fiori, su un altro le farfalle, su un altro le nuvole, oppure meglio ancora delle frasi del buonumore! No, forse così è troppo, tanto nel cestino della plastica finiscono.”

 

 

Questa storia naturalmente è inventata. Non sono io la grafica che ha lavorato a questo, ma quando mi capita qualcosa tra le mani mi diverto a immaginare tutti i retroscena. Vorrei si sapesse, una volta e per sempre, che tutto ciò che ci passa tra le mani è grafica. 

Magari un giorno avrò la fortuna di sapere se è andata effettivamente così!

 

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