Il Marchio è l’elemento più complesso da realizzare. É fondamentale per qualsiasi attività commerciale poiché rappresenta ciò che per le persone fisiche è il volto. Inoltre va a condizionare tutte le comunicazioni successive, nello stile, nei colori ecc. Riuscire in poco tempo a pensare un marchio valido è una capacità che si acquisisce col tempo e con l’esperienza.

Genericamente possiamo riassumere le fasi per la progettazione di un marchio nuovo così:

  • Analisi del brief
  • Buget e timing
  • Analisi dei supporti
  • Analisi dei marchi dei competitors
  • Ricerca del key concept
  • Manuale e immagine coordinata

 

1) Analisi del brief

Il brief è un documento programmatico, fondamentale nel campo della comunicazione visiva e pubblicitaria, in cui sono raccolte tutte le informazioni più importanti al fine di definire gli obiettivi e dare una direzione chiara al lavoro dei creativi. “Brief” è un termine inglese (tanto per cambiare!) che sta per “sintesti”, “direttive”, “istruzioni”. É dunque un riassunto, in genere una mezza pagina, ciò vuol dire che l’agenzia pubblicitaria/grafica deve ricercare da sè il maggior numero di informazioni riguardo all’azienda e al mercato in cui opera, e arrivare al briefing il più preparata possibile. In fase di creatività tutte le info sono utili perchè possono fornire spunti inediti.

Nel brief troviamo:

a. Il profilo dell’azienda e la sua storia: come nasce, come è strutturata, quali sono stati gli avvenimenti più rilevanti;

b. Il posizionamento attuale: che ruolo ha nel mercato specifico, come viene pecepita dai consumatori;

c. Il target group di riferimento: a quale fetta di consumatori mira;

d. Il posizionamento desiderato: cosa vorrebbe ottenere l’azienda con un marchio nuovo? Un’immagine più giovanile? Un cambio di target?

 

 

2) Budget e timing

É importante stabilire nel contratto la data di consegna del lavoro. Non c’è un tempo standard, viene valutato di volta in volta a seconda della mole di lavoro da svolgere. La mancata consegna al cliente è un fatto gravissimo professionalmente parlando, da evitare assolutamente. Allo stesso modo non esiste un criterio univoco per stabilire il prezzo di un marchio: varia a seconda del tempo impiegato, dell’importanza dello studio grafico, della notorietà del committente.

3) Analisi dei supporti

Su quali materiali sarà utilizzato il marchio? Se ci occorre un logo che deve essere stampato su tessuti, ad esempio su le uniformi del personale di un hotel, evidentemente non realizzeremo un disegno molto complicato, con sfumature ed effetti 3D!

4) Analisi dei marchi dei competitors

Il grafico può trarre un vantaggio se raccoglie e osserva i marchi delle aziende concorrenti, cioè le altre imprese che occupano lo stesso mercato del cliente. Cosa rappresentano i loro marchi? Che valori sembrano voler trasmettere? C’è un concetto, non ancora impiegato, che può tornarci utile?

5) Ricerca del concept

Il momento è topico. Abbiamo il brief, sappiamo tutto del cliente, sappiamo cosa vuole, di cosa ha bisogno. Ora dobbiamo attivare la creatività. Naturalmente ogni caso è differente, in questo mestiere non esistono soluzioni di comodo, trucchi da poter applicare per ogni marchio da realzzare. Ogni graphic designer ha il suo approccio personale al problema, ma in genere si cerca una sintesi creativa, di cui abbiamo già avuto modo di parlare. Si tratta di individuare almeno due concetti chiave del brief e cercare di fonderli in una soluzione inedita, che sia sorprendente e piacevole alla vista. Il marchio deve essere semplice (pensate a Nike), deve poter funzionare in bianco e nero, deve essere facilmente riconoscibile e memorizzabile. É preferibile tenere sempre logo e logotipo separati in modo da poter utilizzare il disegno anche senza il testo, su determinati supporti e in certi casi. (es. Lacoste può applicare solo il coccodrillo privo di nome ed è efficace alla stessa maniera). Si parte da un bozzetto, sempre, per ogni lavoro grafico, si sceglie il migliore e si “sfronda”, cioè eliminiamo gli elementi superflui e fronzoli (ancora una volta sintesi)

6) Manuale del Marchio

Quando il cliente approva il marchio definitivo, il grafico passa al design dell’immagine coordinata (biglietti da visita, carta da lettera, busta, folder, e tutti i gadget di cui il committente necessita) e, nei casi più impegnativi, al Manuale del Marchio: un fascicoletto in cui vengono indicate le versioni del marchio nei vari colori e su sfondi differenti, eventuali versioni con diversa disposizione degli elementi, utilizzi possibili e tutte le cose assolutamente da non fare (es. riflettere il marchio, inclinarlo ecc.). Il manuale rimane al cliente e verrà considerato come una “Bibbia” del marchio per gli anni a seguire.

Per farvi un’idea potete scaricare il Manuale del marchio di Venezia, facilmente reperibile sul web.