Spot School Award 2013 – ILAS Napoli

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Gli ecomostri in Italia sorgono ovunque, al ritmo di 20 mila all’anno e ce li ritroviamo sul mare, nei parchi archeologici, nelle aree protette o in quelle a rischio idrogeologico. Per debellare l’abusivismo edilizio, il business più redditizio delle ecomafie, non dobbiamo aspettare eroi: tutti i cittadini possono partecipare alla lotta all’illegalità in tanti modi. Visita il sito www.legambiente.it e scopri come puoi entrare in azione sul territorio: ogni contributo per quanto piccolo fa parte di un grande progetto.

GRUPPO DI LAVORO

Andrea Langella
Daria Cecere
Giuseppe di Rosa
Roberto Minopoli

ANNO

Spot School Award 2013
Presso ILAS Academy di Napoli

 


BRIEF

BRIEF B 2010/11: LA LOTTA ALLE ECOMAFIE: LA TUTELA AMBIENTALE ATTRAVERSO LA SCELTA E LA DIFESA DEL PRINCIPIO DELLA LEGALITA’

CLIENTE: Legambiente Onlus

(Associazione ambientalista senza fini di lucro che promuove un diverso atteggiamento dei cittadini e delle istituzioni verso l’ambiente per garantire: sviluppo sostenibile, salvaguardia del patrimonio ambientale, cooperazione e condivisione delle risorse).

Legambiente è nata nel 1980, È oggi la più grande e diffusa associazione ambientalista italiana.
Legambiente è un’associazione fatta da e di liberi cittadini che si battono per migliorare la vivibilità dell’ambiente e per garantire la salute della collettività e il rispetto della legalità.
Promuovere un nuovo stile di vita e un cambiamento degli atteggiamenti dell’uomo verso l’ambiente: è questa la missione di un’associazione che guarda a un futuro dove sviluppo e rispetto dell’ambiente vanno di pari passo.
Legambiente è un’associazione pacifista e apartitica che si pone l’ambizioso obiettivo del rispetto della legalità ambientale come gesto quotidiano di ogni singolo e della collettività.

PRODOTTO

Ecomostri, lotta contro la cementificazione selvaggia e le speculazioni, gestione illecita dei rifiuti, scarichi abusivi.
La mobilitazione in questione, lotta all’ecomafia, è da considerarsi come una campagna di informazione e coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per dimostrare e rendere noto che la tutela ambientale in Italia non può prescindere dal rispetto della legalità.
Il termine ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente e indica quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business.
Tra i suddetti affari, quello legato al cemento fuorilegge è la problematica maggiore in compagnia del traffico e smaltimento illecito dei rifiuti.
Il cemento è un business che coinvolge tutto il territorio italiano e non conosce crisi: 28 mila case abusive tirate su nell’ultimo anno e un numero impressionante di illeciti urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio paesaggistico del Paese.
L’abusivismo edilizio, come accennato, è il fenomeno dell’illegalità diffusa legata al ciclo del cemento, ossia la costruzione di immobili senza autorizzazione o in aree dichiarate inedificabili. In Italia ha raggiunto proporzioni che non hanno confronto in altri Paesi, provocando pesanti conseguenze sullo sviluppo urbanistico, sulla qualità del paesaggio, sull’economia e sulla sicurezza del territorio. Uno degli aspetti più rilevanti dell’abusivismo, come tanti casi di cronaca hanno drammaticamente dimostrato, è legato alla violazione delle norme in materia di sicurezza, le case abusive hanno invaso la nostra Penisola da nord a sud, sorgendo senza ordine nÈ coerenza devastando, in modo purtroppo irreversibile, alcune delle località più belle del Paese.
In merito ai rifiuti il 2008 è stato l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti dei veleni, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro, soldi sporchi, accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di rifiuti industriali gestiti illegalmente dalla criminalità e scomparsi nel nulla in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, alta quasi quanto l’Etna.
Anzichè essere trattati e gestiti secondo le norme, che ne assicurano lo smaltimento in regime di sicurezza ambientale e sanitaria, i rifiuti speciali vengono nascosti e cosÏ avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano i fiumi e le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini contaminando con metalli pesanti, diossine e altre sostanze cancerogene i prodotti alimentari.
Gli scarichi abusivi sono tutto quell’illecito legato a sversamento di sostanze chimiche e organiche a danni di fiumi, mari e laghi. Il fenomeno è in netta espansione e dietro a questa forma di illegalità che provoca danni enormi agli ecosistemi e alla salute delle persone, spesso vi sono industrie, privati, albergatori, ristoratori, a volte anche amministrazioni.

TARGET

Il target è universalmente allargato a tutte le fasce d’età, condizione, ruolo sociale in particolare i giovani, grado di istruzione e capacità di poter incidere su processi decisionali locali e globali. Portare i cittadini a opporsi concretamente all’ecomafia, fenomeno estremamente dannoso che mette a rischio la salute dei nostri territori e dei cittadini. Per questo il coinvolgimento e la sensibilizzazione al tema è rivolto davvero a tutti, siano essi semplici cittadini, comunità, opinion leader e enti: tutti sono chiamati a portare il loro contributo nella lotta all’illegalità legata all’ambiente. La mobilitazione passa anche attraverso la sensibilizzazione di amministrazioni comunali, provinciali, regionali e lo Stato come possessori di strumenti capaci di garantire legalità nei territori. L’obiettivo è sollecitare cittadini tutti a impegnarsi territorialmente per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

POSIZIONAMENTO

Posizione attuale:
Dal 1994 L’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente svolge attività di ricerca, analisi e denuncia sul fenomeno in collaborazione con le Forze dell’ordine.
Per combattere le ecomafie, Legambiente, insieme a un ampio schieramento di soggetti istituzionali e a migliaia di cittadini, chiede da tempo l’introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale. Ma il disegno di legge giace ancora in Parlamento in attesa di approvazione.
Attraverso mobilitazioni, campagne informative e di sensibilizzazione, pubblicazione di rapporti come il ìRapporto Ecomafiaî e dossier rivolti alla cittadinanza, agli enti locali e allo Stato, l’associazione ha da sempre affrontato questo tema.
Legambiente ha per anni attraverso le sue campagne come Goletta Verde, Non scherzate col fuoco, i campi di volontariato portato il tema sulle ecomafie come un problema esteso cercando di informare localmente i cittadini sulle problematiche nazionali e su quelle territoriali. La situazione attuale vede molti cittadini e amministrazioni come attenti osservatori e pronti a denunciare l’illecito, hanno fatto rete e trovano in Legambiente uno dei principali interlocutori cui far riferimento. Le ecomafie non affliggono solo una parte del nostro Paese, per essere precisi, il nord non ne è scevro.

OBIETTIVO DELLA CAMPAGNA

Far riconoscere all’opinione pubblica Legambiente come uno degli strumenti più efficaci e il veicolo principale, capace di contrastare le ecomafie.
Accrescere la conoscenza e la consapevolezza del problema, sensibilizzare, stimolare alla risoluzione, utilizzando Legambiente come canale principale.
Far capire ad ogni singolo che ognuno di noi è custode del proprio territorio e garante della legalità.
Far prendere consapevolezza di quanto sia dannoso un abuso edilizio su una costa per esempio, che danni provoca una discarica illegale all’ambiente e all’economia del territorio. Accrescere la consapevolezza che le ecomafie sono business, sono silenzio, sono tacito accordo e che si alimentano nel non dire, nell’occultare il più possibile e che il malaffare spesso è coperto dalle parole rassicuranti che tutto è normale e che tutto va bene.
I livelli di coinvolgimento a questa campagna sono diversi e l’obiettivo primario è smuovere le coscienze, informare, dire la verità sul fatto che le strategie della criminalità organizzata si sono adeguate alle più moderne attività imprenditoriali, condizionando l’economia e i mercati, attraverso un sistematico inserimento in qualsiasi traffico, purchè sia redditizio e consenta di investire flussi di denaro di provenienza lecita e non lecita.

TONO DELLA COMUNICAZIONE

Ci piacerebbe che la nuova campagna di comunicazione non fosse incentrata sul catastrofismo ma che riuscisse a comunicare la gravità della situazione e l’ingente bisogno di intervenire, creando una chiave di comunicazione che sappia essere ottimista, colorata e vivace. Vogliamo che la nostra mobilitazione abbia una lettura il più possibile propositiva, giovane e coinvolgente. Vogliamo parlare alla coscienza delle persone senza un retrogusto di tipo disastroso o doloroso. La comunicazione dovrà essere accattivante e originale, spiazzare l’utente portandolo a prendere consapevolmente la decisione di sostenere la nostra campagna. Vogliamo che le persone e tutti i soggetti interessati vengano coinvolti direttamente e che si sentano parte di un’azione concreta, vogliamo che il piccolo contributo di tutti sia inteso come un tassello fondamentale e indispensabile dell’operazione nel suo complesso. Si auspica che il prodotto sia a tal punto efficace da innescare un moto di rabbia e indignazione che porti l’interlocutore ad agire concretamente iniziando da subito e dal proprio territorio. E’ importante che le proposte siano sorprendenti, che siano esemplificative del connubio legalità e ambiente senza necessariamente utilizzare immagini e soggetti scontati ma eventualmente giocando su metafore.

 

Note:

Gradito l’uso del logo ufficiale di Legambiente (il logo è costituito dall’unione del marchio cigno e della scritta Legambiente) http://www.legambiente.eu/associazione/logoLegambiente/index.php
E’ possibile utilizzare visualizzare e utilizzare il banner Sito denuclearizzato http://www.sitodenuclearizzato.eu
per approfondimenti http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/index.php