Locandina teatrale – L’eco con Antonio Buonanno

 

Committente: Tabula Risa

Anno: 2013

“Se potessi esprimere un solo desiderio nella mia vita, chiederei di ritornare a fare il padre, come una volta”

Ogni 1.000 matrimoni celebrati nel nostro Paese, 311 finiscono con una separazione.
Quasi sempre, dopo la fine di un matrimonio, i figli vengono affidati alla madre ed i padri sono obbligati a lasciare la casa coniugale.
“L’eco” nasce appunto da racconti di padri divorziati, che perdono molto più che un rapporto di coppia: sono uomini che smarriscono il loro diritto alla paternità.

È la storia di un papà separato, e del suo bambino, che affronta una guerra tra giudici, avvocati, assistenti sociali, tentando in ogni modo di mantenere il proprio rapporto affettivo con il figlio…
È il dramma appassionato di un padre che lotta, combattendo soprattutto contro gli inevitabili dubbi e domande che un bambino di pochi anni si pone quando le sue certezze crollano, la famiglia si sgretola, e mamma e papà non si abbracciano più.

Lo spettacolo pone l’accento sul meccanismo giuridico che, una volta innescato al fine di trovare soluzioni a conflitti e vicende umane, finisce per schiacciare gli affetti e la vita delle persone, essendo per sua stessa natura freddo, cinico, distante dalla sfera emozionale.

Ma come reagire quando ci si trova sul fondo del baratro?
Cedere alla negatività, o continuare a lottare? Buttarsi a capo chino come un don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento della burocrazia, o rassegnarsi alla inevitabile sconfitta?

“Gli umani la chiamano eco ma in realtà è la vita: quello che ci metti dentro ti ritorna…”